Eugène Jansson, l'artista del blu

Preparandomi per un viaggio a Stoccolma e navigando su internet per approfondire musei e artisti del luogo, ho scoperto questo pittore poco conosciuto in Italia, ma secondo me degno, anzi degnissimo di nota: Eugène Jansson (1862-1915).

E' stato denominato l'artista del blu per i suoi quadri di paesaggio dove predominano appunto i toni del blu. In queste viste (o visioni) notturne, le pennellate libere e filamentose sembrano danzare leggere al ritmo dei "Notturni" di Chopin, che amava ascoltare. Tutti gli elementi presenti, come il mare, le case, le strade, sono velati di mistero, spiritualità e introspezione. Qua e là un colpo di luce squarcia le tenebre.

Evidente l'influenza di Edvard Munch nelle pennellate grossolane e arrotondate. Questo, e l'adesione al gruppo "Opponenterna", gruppo formato da artisti oppositori alla pittura accademica, dimostra la sua volontà di rinnovare l'arte. 

Intorno al 1904 la tavolozza si schiarisce, le impalpabili inquietudini si dissolvono sprigionando un luminoso "coming out artistico". Da qui fino alla morte dipingerà solo nudi e atletici corpi maschili.

Olio su tela. Periodo del blu. Sul mare si riflettono le luci.
Olio su tela. una delle strade più note di Stoccolma trasformata dal buio della notte. Solo la luce sferica dei lampioni getta una luce sinistra sul paesaggio.
Olio su tela. una casa come addormentata nel paesaggio notturno.
Uomini completamente nudi in primo piano  in uno stabilimento balneare, si vede sullo sfondo un altro  uomo nudo che si tuffa.
Dettaglio con un gruppo di uomini nudi contornati dal colore blu
Opera del periodo del blu con il fenomeno del parelio

Una delle opere più curiose del periodo del blu è la rappresentazione del parelio, il fenomeno atmosferico che si verifica quando piccoli cristalli di ghiaccio restano sospesi nell'atmosfera e rifrangono la luce del Sole. 

 

 

Proprio ad un pittore di Stoccolma si deve la prima opera che testimonia il fenomeno del parelio, avvistato nel 1535 e al tempo interpretato come un segno divino. Di tale quadro, andato perduto, resta una copia secentesca.

quadro del 1630, copia del primo quadro del 1535 che rappresentava il parelio